CAPITOLO 1Si accese l'ennesima sigaretta della giornata. Si repetè, dai questa è l'ultima che mi fumo. Stava esagerando lo sapeva, fumava troppo, ma ultimamente questo era uno dei pochissimi gesti che si poteva permettere di fare in totale privacy. Già, la privacy. Era vero, questo era il prezzo da pagare, e lui non era di certo scontento di tutto quello che aveva ottenuto, anzi; però a volte avrebbe voluto concedersi molto di più di una sigaretta e di un bagno caldo. Inspirava ed espirava profondamente, formando davanti a sè una piccola nube d'alito. La temperatura si era abbassata di parecchio, ma sentire la brezza fredda sulle sue guance gli dava una sensazione piacevole. Nascose bocca e naso nella grande sciarpa nera, abbassando lo sguardo e rimanendo incantato per qualche secondo, lo sguardo fisso sul prato.
" Idiota, a che pensi?"
La voce di suo fratello eccheggiava per tutto il giardino e lui di tutta risposta alzò il medio, senza alzare lo sguardo.
" Deficente, perchè mi mandi a fanculo??"
" Perchè urli come un cretino"
Tom alzò lo sguardo, lo puntò su suo fratello Bill, e scoppiò in una fragorosa risata di fronte alla faccia interedetta di qust'ultimo.
" Io ho urlato perchè ero lontano.." Bill iniziò a parlare a raffica,nella seria intenzione di dimostrare la propria buona fede
" Bill.." cercò di interromperlo invano Tom
"E ti faccio presente che stai diventando sordo ecco perchè URLO"
" Sordo? Io?"
" Ti sto chiamando da un quarto d'ora, fai un pò tu se non sei sordo!"
" Sei un Cretino, Bill"
" Sei un demente, Tom"
Si guardarono e dopo una breve pausa di silenzio, scoppiarono in una fragorosa risata.
" Ho fame" disse Bill, guardandolo dolcemente.
" Sai, fratellino, c'è una cosa che si chiama cucina, e dentro di ci sono oggetti chiamati pentole e altro, e sai questo verbo nella lingua umana si chiama CUCINARE"
" Ma io non so farlo bene quanto te" disse con voce suadente Bill, appoggiandosi con i mento sulla spalla del fratello.
" Si infatti tu sai metterti solo lo smalto" Tom si voltò e gli sorrise dispettoso
" E tu invece sai fare molte altre cose buone! Porti a spasso il cane, guidi meglio, suoni da Dio, sei intonato, sei sexy.."
Bill osservò l'espressione del gemello cambiare, e sebbene il suo tono fosse palesemente una presa per i fondelli, Tom non potè fare a meno per qualche secondo di compiacersi di fronte a tutto quell'elenco di qualità positive.
" Allora, prepari per me?" continuò approffitando del buon umore di Tom.
" Non ci sono caduto, tu vuoi solo leccarmi il culo, ma dato che tutto ciò che hai detto è fondamentalmente vero, io adesso ti preparo qualcosa..DI VELOCE!"
Bill rise compiaciuto e azzardò una proposta che dentro la sua mente si prospettava purtroppo solo come una fantasia.
"Sarebbe bello andarsene a mangiare una pizza"
" Sai bene che non si può.."
" So che hanno aperto una pizzeria italiana proprio qui dietro l'angolo.."
" E chi tel'ha detto?"
" Il postino, quando stamattina ha portato quei pacchi.."
Tom rise e disse " Tu parli con il postino di queste cose?"
" Gli ho chiesto come andava e lui mi ha risposto bene singor Kaulitz e io poi ho iniziato a fare quattro chiacchiere e non ricordo come siamo finiti con il parlare di cibo e mi ha informato.."
"Ah mh..capito"
" Cosa ah mh capito?"
" Nulla..ho detto ah mh per dire ah ok.."
" Io voglio la pizza." disse Bill in tono secco.
" Non ora Bill, sai che tutti sono a casa loro a mangiare, e non possiamo alle sette di sera chiamare la gente per questo."
Bill si girò di scatto e rientrò velocemente in casa. Camminava svelto e guardando per terra, con uno dei suoi cani accanto.
Tom decise di lasiarlo solo per un pò, lo avrebbe raggiunto più tardi per vedere come stesse.
Gli si stringeva il cuore a vederlo così, a essere costretto a dovergli dire no anche per una minima richiesta come quella.
D'improvviso sentì squillare il telefono.
Squillò per molto tempo con insistenza, e dato che Bill, che era già rientrato dentro casa, non andava a rispondere, fu costretto a rimettere dentro la seconda sigaretta che aveva avuto intenzione di accendersi e ritornare dentro casa.
Si disse tra sè e sè che forse era meglio così, per quanto riguardava la sigaretta.
" Pronto?" disse appena prese la cornetta in mano.
" Tesoro sono la mamma.."
La voce calda e pacata di sua madre lo fece per un attimo vacillare.
"Ciao mamma.." disse quasi sottovoce.
" Amore tutto ok? Mi sembra tu abbia una voce strana."
" No mamma tranquilla, sono solo stanco!"
" Bill?"
Ecco, non aveva avuto neanche il tempo di inventarsi una bugia.
Non aveva la minima intenzione di farla preoccupare, poteva benissimo risolvere da solo la questione.
" Dorme mamma, non si sente bene. Ha mal di stomaco."
" Ancora??" esclamò sua madre " ma non è la prima volta nelle ultime due settimane che mi risposndicosì. O va da un medico o sei tu che mi racconti bugie,Tom"
Gli veniva troppo da ridere e infatti fu quello che fece, quando si rese conto di non potersi più trattenere.
" Tom , ma cosa c'è da ridere? Tom!" Simone iniziava ad allarmarsi.
" Mamma tranquilla! Quello che sa dire le bugie molto bene sai benissimo che è Bill, e non io..è per questo che rido..comunque..Bill è a letto, è solo molto stanco, adesso gli ordino una pizza e vedrai che gli passa"
" Senti Tom.."
Non diede a sua madre neanche il tempo di iniziare la frase che la interruppe con un grande sbuffo.
" Si lo so..tu puoi benissimo cavartela da solo, ma non mi sbuffare davanti perchè sono tua madre ed è normale che io mi preoccupi! Vai da Bill, digli che lo chiamo domani, che se vuole può chiamarmi anche lui ora, deve deciderlo lui.Fagli una camomilla, e dagli un forte abbraccio."
" Mamma so come prendere Bill..devi stare tranquilla.." rispose mentre saliva le scale diretto verso la camera di suo fratello.
" Lo so tesoro, sei molto più bravo di me. Vi amo, se avete bisogno sai che basta una chiamata e io prendo macchina e corro da voi"
" Non prendere la macchina che sei una pessima guidatrice!" scoppiò in una fragorosa risata.
" Tom!" sua madre lo seguì nella risata
" Mamma adesso vado, ci sentiamo. Ti Amo"
" Ti amo piccolino mio." Simone riagganciò a malincuore.
E fuori uno, pensò. Sua madre era davvero apprensiva, giustamente, ma adesso l'ultima cosa di cui aveva bisogno era di preoccuparsi di calmare anche lei.
Entrò in stanza aprendo la porta lentamente.
Si avvicinò e si sedette al bordo del letto. Bll era allungato supino coprendosi la faccia con il cuscino.
Tom si allungò accanto a lui, mettendosi spalla a spalla.
" Fa molto freddo oggi."
" Ha sempre fatto freddo in Germania idiota." rispose Bill con la voce rotta dal pianto.
Non ebbe tempo di rispondere che i cani iniziarono ad abbaiare furiosamente in giardino.
Bill si azò di scatto, si affacciò alla finestra asciugandosi le lacrime, e li chiamò preoccupato.
L'agitazione che c'era nella sua voce tradiva il vero motivo per il quale piangeva. Li chiamava a gran voce, urlando, e violenti singulti iniziarono a scuoterli il petto.
Tom corse verso di lui e lo strinse forte a sè
" Hanno solo sentito qualche rumore da dietro al muro.."
" Già, ed è normale che i cani facciano la guardia e corrino ai cancelli per controllare, nomale non è invece che si trovino davanti un muro abbastanza alto da non poter effettivamente vedere oltre, e controllare!"
Urlava. Urlava e singhiozzava.
Tom lo strinse forte, e ancora più forte, quasi fino a diventare una cosa sola.
Trattenne la lacrime che dentro infondo scuotevano anche lui, e si accosciò sul letto cullando suo fratello al suo fianco.
"
They are telling me It's beautiful I believe them But will I ever know
The world behind my wall "
Furono le ultime parole che gli vennero in mente.
Spero vi piaccia XD
Edited by ~Vabi - 26/10/2009, 21:55
I know a place that we can go to,a place where no one knows you.
They won't know who we are.
I know a place that we can run to,and do those things we want to.
They won't know who we are.
S* l Y* l N* l M* l F*
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